sottopelle

Skip James. Con quanta efficacia riesce a penetrare sotto pelle. Senza ricerche o effetti misurati. Schivo. Proprio per questo così potente. Un brano che quanto mai riesce a mettere in tensione maggiore e minore; bastano poche inflessioni. C’è qualcosa di impercettibile che urta, come quando si suonano due note che di poco superano l’unisono: qualcosa sbatte da una parte all’altra. Qui a oscillare è di tutto: le tonalità, la voce, ogni nota della chitarra, ogni doppio senso, ogni dolorosa omissione. Basta confrontare questo brano con gli altri video simili che youtube propone, come quello della ragazza con cappello: tutto il rispetto per aver trovato la maniera di suonarlo, nient’affatto scontata, ma ecco che succede, l’anima sparisce. Non c’è dolore, non c’è consapevolezza di quello che si sta dicendo, di quanto un brano così vela, di quanto non riesce a camuffare. Non vanno dimenticate le circostanze dell’esibizione di Skip James, sono di vitale importanza. Ricordo Duchamp: ridurre, ridurre, ridurre.

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