Archivi del mese: novembre 2012

switch

Si inciampa sempre sullo stesso gradino. Non importa in quale parte del mondo. Quando ci si accorge che il luccichio tra le onde è solo un pezzo di vetro sporco e l’oggetto misterioso è perso ancora una volta, anzi forse – my god – non è mai esistito e mai esisterà. Si va a fasi. Le giornate più placidamente serene sono quelle in cui si mantiene la consapevolezza che la ricerca ha un solo perno, interiore e fluido, e non si aspira a nessun oggetto. Quelle più squilibratamente eccitanti sono quelle in cui si regredisce buttando all’aria lo zen, e ci si convince di aver scorto qualcosa. La prima è una gioia calma e duratura, la seconda è come un agile salto seguito da una scivolata.   Sono insintetizzabili. Sembra che sia necessario scegliere. Forse.

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